Colorno (PR): con il no-dig sotto il Torrente Parma

Emiliambiente no-dig acque reflue

Sono in corso i lavori per l’adeguamento del sistema fognario e depurativo del Comune di Colorno (Parma): un investimento di circa 800mila euro – progettato e finanziato da EmiliAmbiente SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato – necessario ad aumentare l’efficienza del processo di gestione delle acque reflue in termini di costi e di qualità ambientale. Prima dell’intervento, infatti, il Comune fruiva di due distinte reti fognarie, poste a Nord e a Sud del Torrente Parma e collegate a due rispettivi impianti di depurazione a fanghi attivi: Colorno Nord, con una capacità di 2.800 abitanti equivalenti, e Colorno Sud, con una capacità di 5.700 abitanti equivalenti.

Il progetto prevede il potenziamento del depuratore Colorno Sud, che raggiungerà una capacità di 9.500 abitanti equivalenti – gestendo così l’intera portata delle acque reflue del Comune e consentendo lo smantellamento dell’impianto Nord – e la realizzazione di una condotta fognaria che, attraversando il Torrente Parma, metterà in comunicazione le due reti.

Per sottopassare il Torrente Parma si è scelto di procedere mediante una Trivellazione Orizzontale Controllata (detta anche No-Dig), una tecnologia particolarmente vantaggiosa perché permette la posa di tubazioni al di sotto di strade, fiumi o location simili senza interessare le stesse, e con ridotte tolleranze.

Ecco le fasi attraverso cui si sta procedendo all’installazione della condotta.

1) ESECUZIONE DEL FORO PILOTA

La trivellazione avviene mediante l’inserimento nel terreno di una serie di aste, la prima delle quali collegata ad una testa orientabile, in grado cioè di essere guidata; l’asportazione del terreno in eccesso avviene per mezzo di fanghi bentonitici e vari polimeri che, passando attraverso le aste di perforazione e fuoriuscendo dalla testa, lo fanno defluire a ritroso lungo il foro, fino alla buca di partenza, sotto forma di fango. Il controllo della testa di trivellazione avviene ad onde radio o via cavo per mezzo di una speciale sonda che, alloggiata all’interno della testa, è in grado di fornire in ogni istante la profondità, l’inclinazione e la direzione sul piano orizzontale.

1) ALESATURA DEL FORO

Una volta realizzato il foro pilota la testa di trivellazione viene sostituita con particolari alesatori che vengono trascinati a ritroso all’interno del foro; questi, ruotando grazie al moto trasmesso dalle aste, esercitano un’azione fresante e quindi allargante sul foro. Il procedimento è sempre coadiuvato dal deflusso dei getti di fango per l’asportazione del terreno e dalla stabilizzazione delle pareti del foro.

3) TIRO E POSA DELLA TUBAZIONE

Terminata la fase di alesatura, viene agganciato il tubo o il fascio di tubi dietro l’alesatore stesso: per mezzo di un giunto rotante viene quindi trainato a ritroso fino al punto di partenza.

I lavori si concluderanno presumibilmente entro luglio 2020.

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