Il 2020 di EmiliAmbiente: 3,8 mln di investimenti e 2,4 mln di utile

Il 2020 di EmiliAmbiente: 3,8 mln di investimenti e 2,4 mln di utile

EmiliAmbiente SpA chiude il bilancio d’esercizio 2020 con 3,8 milioni di investimenti realizzati – uno dei valori più alti mai raggiunti dalla società, ottenuto peraltro nell’annus horribilis dell’emergenza Covid – un margine operativo lordo di 6,2 milioni e soprattutto un utile netto di 2,4 milioni di euro: una cifra che supera di 280 mila euro quella dell’esercizio precedente e che rappresenta l’esito del forte impegno intrapreso dall’azienda sul fronte dell’efficientamento costi. Il bilancio della società – gestore del Servizio Idrico Integrato di 11 Comuni del parmense – è stato approvato nel corso dell’Assemblea dei soci di mercoledì 12 maggio 2021.

“Gli ottimi risultati evidenziati da questo documento – afferma il Presidente della società, Adriano Fava – assumono ancora più valore se letti insieme agli esiti dell’indagine di soddisfazione utenti, che nel 2020 ci ha premiato con una percentuale di giudizi positivi superiore all’87%. Non solo: quello passato è stato un anno non certo facile per l’azienda, che nei mesi dell’emergenza Covid ha dovuto coniugare la necessità di garantire continuità e qualità del servizio con un imponente sforzo riorganizzativo a tutela della sicurezza di utenti e lavoratori”.

Per citare solo un aspetto, nella primavera 2020 c’è voluto meno di un mese perché i dipendenti di EmiliAmbiente fossero messi nelle condizioni di lavorare in smart working: già nelle settimane della prima emergenza Covid l’adesione era pari al 90% del personale, e a distanza di un anno il nuovo assetto si è confermato tanto stabilmente da spingere la società a rinnovare il relativo accordo sindacale fino a fine 2021. 

“Non si è trattato tanto di dotare una cinquantina di persone di tutti gli strumenti necessari – sottolinea ancora Fava – quanto di adattare in tempi brevissimi un sistema in larga parte basato sul lavoro in presenza e sull’utilizzo del cartaceo al contesto “da remoto” e al ruolo centrale, in ciò, degli strumenti digitali. Non quindi una semplice “questione di macchine”, ma l’introduzione di una nuova modalità di organizzazione del lavoro”.

Un’accelerazione nel processo di digitalizzazione aziendale e un cambio di paradigma che lasceranno traccia: nel corso del 2020 è stato avviato infatti Emiliambiente 4.0, “il progettospiega ancora il Presidente Favaattraverso cui vogliamo arrivare a integrare la tecnologia digitale in tutti i nostri processi, con ricadute facilmente immaginabili in termini di semplificazione e snellimento delle pratiche, accessibilità delle informazioni, risparmio di tempo e di risorse economiche per l’azienda e per la collettività. Un percorso impegnativo e complesso, per il cui avviamento è già stato stanziato un investimento iniziale di circa 180mila euro”. 

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